Descrizione dei documenti del 1875 riguardanti le indagini del Ministero degli Internie e della Prefetteura su Antonio Francalacci, ritenuto Anarchico

Copia della lettera dell' 8 Febbraio 1875 inviata dal Prefetto di Pisa al prefetto di Volterra

                                                                     Pisa 8 Febbraio 1875

oggetto: Francioni Felice, Francalacci Antonio

E' noto alla S.V. illustrissima come il sig. Delegato di P.S. del Fitto di Cecina addetto al primo rapporto, denunziasse come Internazionalisti gli individui descritti per la ammonizione secondo la forma dell'articolo 165 della legge sulla Pubblica Sicurezza e per questi; sig. Pretore emettesse l'ordinanza con le quali venivano denunciati ed ammoniti. Tali ordinanze poi furono fatte pervenire al Ministero di Grazia e Giustizia che le inviò al Sua Eminenza il Ministro dell'Interno. Questo, alla lettura di tali ordinanze, come potrà vedere sulle ultime copie, l'ammonizione non sarà loro assegnata in merito alle loro virtù di cittadini; le loro virtù morali richiamavano la mia attenzione tanto più che il Ministro di Grazia e Giustizia gli aveva fatto rilevare che avrebbe desiderato che non avvenissero denuncie di tali persone fino a che il contegno dei due individui non lo avesse ritenuto necessario e non ci fossero elementi raccolti per giustificare un provvedimento così grave, e ciò non tanto per vantaggio dell'ammenda della giustizia, quanto del prestigio dell'autorità. Mi credetti in obbligo di giustificare ai superiori del ministero l'operato del delegato del Fitto di Cecina, il quale comandò che il Francioni e il Francalacci meritassero strettamente la misura della pena proposta a loro riguardo e lo feci con la mia lettera del 6 corrente mese, di cui unisco una copia alla presente perchè non possa solo conoscerla ma che la possa valutare nel proseguo della vertenza.

                                                                              Il prefetto

 

Copia della lettera del 16 Marzo 1875 inviata dal Ministero degli Interni al Prefetto di Pisa

                                                                     Roma 16 Marzo 1875

oggetto: Francioni e Francalacci

Dalle informazioni pervenutemi a mezzo di S.E. il Ministro Guardasigilli è risultato che il sig. Pretore di Cecina nel pronunziare l'ordinanza di non porsi luogo alla ammonizione dei nominati: Francioni Felice e Francalacci Antonio ha scrupolosamente adempiti al suo dovere poichè mancavano assolutamente le prove della accusa portata ai detti individui mentre si avevano dei testimonianze sulla loro condotta. Partecipo quanto sopra per notizia alla S.V. ripetendole la raccomandazione di provvedere affinchè le denuncie per l'ammonizione siano accompagnate sempre da convincenti e validi elementi di prova e di far tenere sul Francioni e sul Francalacci la più accurata e costante sorveglianza onde ripresentare a loro carico quando risultasse che continuino a far parte della setta Internazionale o si ritenessero altrimenti sospetti

                   il Ministro

                  firma                                                  

 

Copia della lettera del 19 Marzo 1875 inviata dal Prefetto di Pisa al Prefetto di Volterra

                                                                    Pisa 19 Marzo 1875

oggetto: Francioni Felice, Francalacci Antonio

Il Superiore Ministero in esito alla nostra vertenza per la non ottenuta ammonizione dei controversisti internazionalisti del Fitto di Cecina. Si dice che devesi portare sui medesimi la più accurata sorveglianza, per conoscere con certezza se continuino a far parte sella setta internazionale. Nel qual caso ed ove si possano avere  prove bastanti dovranno essere di nuovo denunziati per la ammonizione, curando però che queste prove siano tali da far ritenere con fondamento che la ammonizione non verrà rinnegata, per evitare che venga menomato il decoro dell'autorità, e il prestigio della legge. La prego quindi a volere impartire in proposito la necessaria disposizione.

                                                                   Il prefetto

 

(per concessione del Sig. Ilio Nencini, documenti rinvenuti nell'Archivio di Stato di Firenze)